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Malattia: Malattia di Alexander
Tipo di studio: Approccio terapeutico
Disegno sperimentale: linea cellulare umana astrociti U251-MG che esprime il gene mutato GFAP (modello di cellulare della malattia)
Italia- Dr.ssa Isabella Ceccherini – Laboratorio di Genetica Molecolare, Istituto Gaslini, Genova.
La malattia di Alexander fa parte del gruppo delle sindromi neurologiche conosciute come leucodistrofie: la distruzione della materia bianca è accompagnata dalla formazione delle fibre di Rosenthal (gruppi di proteine anormale che si accumulano in cellule denominate astrociti). Le scoperte recenti indicano che la maggior parte degli individui (circa il 90 per cento) affetti della malattia di Alexander hanno una mutazione nel gene che forma la proteina silicea fibrillare (GFAP), la cui presenza è stata rilevata all’interno delle fibre di Rosenthal; tuttavia è ancora poco chiaro come la mutazione causi la malattia.
Tali aggregati sono costituiti da proteine GFAP, ubiquitina, proteine da shock termico, compresi hsp27 e alphaB-cristallina, e componenti del proteasoma.
I ricercatori hanno dimostrato che l’assunzione abituale di ceftriaxone, un antibiotico con proprietà neuroprotettive, in un paziente affetto dalla forma adulta della malattia di Alexander, è possibile arrestare la progressione della malattia e migliorare i sintomi: i ricercatori hanno testato l’effetto del ceftriaxone in un modello di cellulare della malattia di Alexander.
Questo trattamento riduce la formazione di aggregati con una maggiore eliminazione di proteina GFAP mutato e una diminuzione della sua espressione genica.
Queste osservazioni confermano il potenziale terapeutico del ceftriaxone nei pazienti con malattia di Alexander e altre malattie neurodegenerative che comportano la formazione di aggregati negli astrociti.
Fonte: T. Bacchetta, E. Di Zanni, P. Balbi, P. Bocca, I. Prigione, GA Deiana, A. Rezzan, I. Ceccherini, G. Sechi. Nei trattamenti in vitro con ceftriaxone eliminazione Promuovere mutante della proteina gliale fibrillare acida e trascrizione down-regulation. Exp Cell Res. 2010, 316 (13) :2152-65
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